Le applicazioni del Semantic Web hanno bisogno di dati da elaborare; ecco che nascono Freebase (al momento in alpha privata) e dbpedia.
Freebase is an open, shared database of the worlds knowledge.
Freebase.com is home to a global knowledge base: a structured, searchable, writeable and editable database built by a community of contributors, and open to everyone. It could be described as a data commons.
Freebase.com allows anyone to contribute, structure, search, copy and use data, through either the Freebase.com web site or through application program interfaces (APIs). Freebase makes it easy put data in and pull data out for any commercial or non-commercial purpose.
dbpedia.org is a community effort to extract structured information from Wikipedia and to make this information available on the Web. dbpedia allows you to asksophisticated queries against Wikipedia and to link other datasets on the Webto Wikipedia data.
The dbpedia.org project uses the Resource Description Framework (RDF) as a flexible data model for representing extracted information and for publishing it on the Web. We use the SPARQL query language to query this data.

31/03/2007 alle 17:08 |
dbpedia è un progetto esterno alla Wikimedia foundation. E’ alternativo o complementare a Semantic MediaWiki?
31/03/2007 alle 22:35 |
Diciamo che e’ simile alla estrazione fatta con Wikipedia3, di System One…
Semantic MediaWiki e’ una nuova piattaforma, che mira ad interpretare ed offrire, dall’inserimento dei dati, anche una loro forma strutturata in RDF…
Quindi parte da un livello precedente…
Dpedia invece li estrae dalla formattazione e da uno stato pre-esistente invece…
Direi che sono complementari: rispondono ad esigenze diverse…
Oltre che dpedia e’ l’ultima in ordine di tempo, e quindi ha mezzi piu’ evoluti…
In realta’ ormai i dati ci sono: mancano modi user-friendly e mirati di fare esempi e case studies di facile comprensione, e di utilita’…
Ma ci siamo davvero vicini, e questo e’ davvero l’anno giusto…
Si fa davvero fatica a star dietro a tutti gli sforzi ormai…
1/04/2007 alle 16:29 |
Aggiungo a quanto ha già detto Matteo Brunati due link ad articoli di Tim O’Reilly:
Different Approaches to the Semantic Web in cui valuta le differenze tra Semantic MediaWiki e Freebase.
My “Outdated View” of the Semantic Web con la citazione di una email di Stefano Mazzocchi che chiarisce alcune cose.
6/04/2007 alle 13:08 |
Pensi forse a quello che potrebbe uscire da Radar Networks?
Robert Scoble l’altroieri è andato a vedere cosa stanno facendo a RadardNetworks e ha scritto questo post: I finally get “semantic” Web.
Riporto quello che ha scritto Nova Spivack (CEO e founder di Radar Networks) a proposito di Metaweb e RadarNetworks:
6/04/2007 alle 17:28 |
Da Radar Networks non so cosa aspettarmi…
Consiglio il filmato di Tim Berners Lee per capire le potenzialita’ con cui stiamo giocando: mancherebbe un filmato come quello creato per il Web2.0 in effetti….
Credo che arrivera’ molto presto…
Ma vedo che ci sono quasi tutti i ponti giusti per poter usare RDF dai dati di tutti i giorni e in qualsiasi linguaggio…
Ora c’e’ da lavorare sulle interfacce, e sui casi reali di applicazione…
Io sto provando da un po’ alcune delle cose fatte dal progetto SIMILE, ( Exhibit tra tutti ), e devo dire che la loro utilita’ mi fa risparmiare davvero tempo…
I mattoni ormai ci sono, i dati ci sono e SPARQL e’ in fase di completamento…
Qualche esempio lo portero’ anch’io nei prox tempi…
Trovo questo documento passionale e illuminante al punto giusto:
-> Did You Blink? The Structured Web Just Arrived
10/04/2007 alle 10:25 |
In effetti a parte Scoble nessuno sa cosa uscirà da Radar Networks; leggendo il blog di Nova Spivack ho cercato di farmene un’idea; o forse ho semplicemente proiettato una mia idea di ciò che mi piacerebbe venisse realizzato.
Da SIMILE sono sicuramente uscite le cose più usabili.
Il progetto che trovo più interessante (sulla carta perchè in passato ho provato a installarlo senza successo) è Haystack, forse perchè è ciò che più si avvicina alle idee che frullano nella mia testa.
Credo che una volta sbriciolata l’informazione in triple ottenendo flessibilità dai dati ci sia bisogno di un’applicazione flessibile che sappia sfruttare al massimo la flessibilità dei dati. Io la penso come una meta-applicazione: un’applicazione per end-user che permetta di costruire in modo semplice applicazioni ad-hoc a seconda delle esigenze dell’utente; applicazioni che sono principalmente “particolari viste sui dati”. Penso ad un parallelo con il foglio di calcolo: è una applicazione general purpose che sfrutta lo “sbriciolamento” dell’informazione in piccole unità, le celle, e che grazie alla sua flessibilià e semplicità ha avuto un enorme successo. Una “equivalente” applicazione per il web semantico risulterà sicuramente enormemente più potente e user-friendly.
17/04/2007 alle 23:22 |
[...] Alcuni giorni fa in un commento su questo stesso blog scrivevo che sarebbe bello avere un’applicazione flessibile che [...]
29/06/2007 alle 22:11 |
[...] Un po’ come Wikipedia sta diventando fonte semi-strutturata per i dati di Dbpedia.org. [ una interessante discussione anche su queste cose, via Emmesse [...]