Navigare italiano?

Scrive Marco Camisani Calzolari:

Vorrei lanciare una sorta di campagna di sensibilizzazione per stimolare l’utilizzo di servizi web, siti e prodotti digitali italiani. [ ...] Credo che sia comunque una buona cosa che può far bene all’economia digitale italiana, e quindi a tutti noi, anche quelli che ancora non hanno un’impresa nel web 2.0 e che però troverebbero più spazio in un mercato ricco.

Se il web 2.0 italiano ha bisogno di un appello all’autarchia per poter crescere, di primo acchito mi viene da pensare “Siamo messi male”.

Forse è vero, come più volte ha fatto notare sul suo blog il prof. Fuggetta, che noi italiani spesso sottovalutiamo o ignoriamo prodotti e servizi tecnologici per il solo fatto di essere “made in Italy” mentre siamo pronti a osannarre quelli realizzati oltre confine, quasi non credissimo alla nostra capacità di competere in questo campo.

Se questo atteggiamento è reale, una campagna volta a correggerlo con lo scopo di riportare ad un’obiettività di giudizio, sarebbe la benvenuta; se invece si vogliono spingere i navigatori italiani ad utilizzare prodotti e servizi italiani preferendoli ad analoghi “stranieri” per una mera questione di nazionalità e non di qualità e innovazione, l’appello mi lascia perplesso.

Scrive Matteo Balocco:

Personalmente non userò mai un servizio online italiano finchè esisterà un omologo internazionale che mi consente di avere maggiori potenzialità di distribuzione e dal quale posso recuperare una maggiore quantità di contenuti rilevanti e di mio interesse.

Il suo atteggiamento è anche il mio e credo quello dei navigatori più “sgamati”, che però rappresentano solo una piccola fetta degli utenti internet italiani. E’ ai restanti che si rivolgono molti dei servizi web 2.0 “made in Italy” che infatti si presentano con un’interfaccia esclusivamente in italiano.

Spesso questi servizi sono “cloni” di servizi web internazionali che hanno riscosso successo ma che non hanno ancora una versione localizzata in italiano. La barriera linguistica crea quindi spazio per la realizzazione di servizi simili rivolti esclusivamente a navigatori italiani.

Cosa succederà a questi servizi quando gli omologhi internazionali disporranno di una versione localizzata nella nostra lingua?

Ci sono comunque anche servizi web 2.0 creati da italiani che si rivolgono a un’utenza internazionale.

La lista dei servizi web 2.0 italiani è stata spostata qui.

11 Risposte a “Navigare italiano?”

  1. Matteo Balocco Dice:

    Tutto molto bello ma io non sono Matteo Bordone!!!

  2. Lorenzo Viscanti Dice:

    Grazie ancora una volta per la citazione!!
    Stiamo lavorando per rilasciare un po’ di novità che dovrebbero lasciare il segno, ovviamente ideate e sviluppate in Italia;-)

  3. Michele Dice:

    Grazie per il link a 16bugs!

    Dopo 16bugs e Unilife, siamo ora quasi pronti a lanciare un nuovo prodotto tutto italiano: Pagety. Inoltre, un quarto è in progettazione e dovrebbe essere pronto tra un paio di mesi… :)

  4. emmeesse Dice:

    @Matteo BALOCCO: Mi scuso con te e con Matteo Bordone! Ho corretto.

  5. Matteo Balocco Dice:

    :)

  6. ferdi Dice:

    Grazie per il link a maiom!

    credo che i servizi vadano scelti principalmente per la loro qualita`. In italia subiamo sicuramente un digital divide dovuto alla scarsa conoscenza dell`inglese, che a volte può diventare una opportunità per chi offre servizi, perché ci si può ispirare ai modelli di successo di oltre oceano. Naturalmente all` arrivo delle rispettive versioni localizzate bisogna giocarsela…e non c`e` amor di patria che tenga….non farebbe bene a nessuno…..Ragionassimo cosi` andremmo ancora tutti in giro con delle FIAT scassate….
    D`altro canto credo che sia corretto dare la giusta visibilità alle applicazioni italiane, cioè se si cita del.icio.us magari parlare anche di segnalo e cosi` via. Questo e` il giusto modo di aiutare le imprese italiane e i blog in questo caso possono fare molto IMHO

  7. NoosFactory » Best web2.0 applications in Italy Dice:

    [...] Cpushare let’s you share some CPU cycles, selling them on the platform provided by Andrea. Here is a list of web2.0 Italian services, and here is the article I wrote for techcrunch last [...]

  8. Stefano Vitta Dice:

    Sarà, che essendo partiti da più di tre anni, non siamo più una novità. :(

  9. emmeesse Dice:

    Il post è stato partorito come una riflessione con qualche link giusto per esempio. Poi, utilizzando questo blog anche come moleskine, ho iniziato ad aggiungere qui anzichè sul mio del.ici.us altri siti che mi venivano in mente, trasformando di fatto il post in una directory. Consapevole dei limiti della mia conoscenza del web e quelli della mia memoria ho poi invitato coloro che passavano per questa pagina ad aiutarmi a completare il quadro e a correggere eventuali errori.
    Ora ho allungato la lista inserendo piattaforme di blog (ho inserito qui Bloggers.it, va bene?) e i network di nanopublishing.

  10. Nicola Mattina Dice:

    Grazie per la citazione… Aggiungerei alla lista Funanbol, nata in Italia e trasferitasi recentemente nella Silicon Valley.
    Ciao
    Nicola

  11. Gianluca Dice:

    Ciao, vorrei segnalare un nuovo sito tutto italiano, e per ora rivolto al mercato italiano, che è un motore di ricerca immobiliare visuale basato su Google Maps. Si chiama http://xkasa.com e sta già operando delle partnership importanti per offrire un servizio di qualità…
    Grazie e a presto,
    Gianluca

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