Naftalina

Vediamo di togliere questo blog dalla naftalina segnalando alcune cose interessanti.

Dall’inizio dell’anno Emanuele Quintarelli cura per Apogeonline una “indagine nel mondo degli sviluppatori italiani del web di nuova generazione: chi sono, che cosa fanno, quali problemi incontrano, dove contano di trovare i soldi per finanziare le proprie idee, quali prospettive hanno di fronte a sé. “

Questa settimana l’indagine è dedicata a PassPack, progetto che vede coinvolto Nicola Mattina (al quale vorrei chiedere come valuta OpenId e se lo considera un “concorrente” di PassPack).

Sempre in tema di Web 2.0, a seguito dell’unanime contestazione rivolta dall’italica blogosfera al portale turistico italia.it (finanziato con soldi pubblici), un nutrito gruppo di persone si sta attivando

per elaborare una Idea Progetto atta a verificare come, utilizzando risorse open già presenti sulla rete e le attuali tecnologie disponibili, si possa realizzare in meglio un portale quale italia.it senza cadere in errori di codice, usabilità e limitatezza dei contenuti. In era Web 2.0 un catalogo online sull’Italia non è attuale né utile senza l’interazione della comunità in appoggio al servizio con contenuti, commenti, valutazioni, etc.

Progetto interessante sotto molti aspetti; da seguire. Se l’iniziativa produrrà qualcosa di concreto e di successo, il “caso” potrebbe essere portato ad esempio della praticabilità, utilità e convenienza dell’approcio 2.0 al web, in un paese come l’Italia a detta di molti restio alle innovazioni.

4 Risposte a “Naftalina”

  1. Federico Dice:

    Navigando in rete ho trovato due cose (forse) interessanti:

    - una sintetica definizione di Web 2.0, tra le migliori finora lette (ne faccio un’ ulteriore sintesi sul mio blog) – http://www.seorefugee.com/forums/showthread.php?t=5122

    - un video che io trovo molto elegante che “spiega” il Web 2.0 – http://www.youtube.com/watch?v=6gmP4nk0EOE

    Un saluto.

  2. Nicola Mattina Dice:

    Eccoci qua :-) OpenId non è un concorrente di PassPack perché si tratta di uno standard che noi ovviamente supporteremo perché sta diventando sempre più popolare. PassPack invece è un servizio commerciale di gestione delle password (e in futuro di gestione delle identità). Noi pensiamo infatti che nel giro di un paio di anni, gli utenti saranno disposti ad acquistare un servizio che gli permetta di controllare la propria identità online a prescindere dallo standard utilizzato. E’ una scommessa, ma non siamo i soli a puntare su questo tavolo :-)
    Grazie della citazione e considerami a tua disposizione per ogni ulteriore curiosità… Ciao… Nicola

  3. emmeesse Dice:

    Complimenti per PassPack: si nota la cura con la quale è stato pensato e realizzato.

    Sono consapevole che OpenId è uno standard per la gestione dell’identità digitale, mentre PassPack è un servizio commerciale di gestione delle password ma, non c’è il “rischio” che l’affermazione di OpenId renda meno sentita l’esigenza di utilizzare un password manager?

  4. Francesco Sullo Dice:

    Ho letto questo post solo oggi :o)

    A proposito di PassPack e OpenID vorrei innanzitutto dire che stiamo aggiungendo il supporto client per cui gli utenti potranno iscriversi a PassPack utilizzando il loro OpenID anziché una utenza standard.

    OpenID non è in concorrenza con PassPack perché si tratta di due cose diverse sotto ogni punto di vista: OpenID è un protocollo di autenticazione, PassPack è un “raccoglitore” di dati riservati.

    A parte questo, è solo teoria quella che vorrebbe che si utilizzi il proprio OpenID per tutto quello che si fa. Perché vorrebbe dire viaggiare alla luce del sole e rinunciare del tutto alla propria privacy.
    Quindi la gente cosa fa? Utilizza almeno due OpenID diversi, uno per le apparizioni ufficiali, ed uno per il resto.

    Inoltre molti big di internet si sono mossi per diventati fornitori di identità. Vedi AOL, WordPress, ecc. Ora AOL se si usa il suo OpenID offre ulteriori servizi e quindi spinge la gente ad utilizzare quell’OpenID anziché un altro in specifici casi. Questa sarà la direzione che seguiranno probabilmente tutti i big e quindi, se anche tutti i siti del mondo decidessero di buttare le loro utenze ed adottare OpenID, in breve ci si ritroverebbe ad avere decine di OpenID usati per scopi diversi.
    E bisognerà ticordarsi le password di autenticazione di tali OpenID oltre che ricordarsi in quali servizi ci si è autenticati con cosa.
    Ergo… servirà un raccoglitore sicuro. PassPack?

    Francesco Sullo
    http://www.passpack.com

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