AOL e i fatti vostri
Nei giorni scorsi AOL ha pubblicato circa 36 milioni di query di ricerca eseguite da 658.000 suoi utenti nel periodo Marzo/Maggio 2006.
Nel database l’utente è identificato attraverso un numero ma in alcuni casi può non essere difficile risalire alla sua identità attraverso le parole chiave utilizzate per la ricerca (nomi, località, indirizzi email, …).
Il New York Times ad esempio racconta la storia dell’utente numero 4417749.
La pubblicazione dei dati è avvenuta sulle pagine del sito del dipartimento di ricerca di AOL. L’intenzione dei ricercatori di AOL era quella di fornire alla comunità di ricerca un set di dati simile a quelli citati nei documenti di ricerca. Agendo con estrema leggerezza non hanno valutato i rischi per la privacy dei loro utenti. Presto si sono accorti dell’immane errore commesso e hanno rimosso il database. Presto sì, ma troppo tardi: il database è stato duplicato e ora è disponibile online su diversi siti.
Update: Dalla Electronic Frontier Foundation alcuni consigli per rendere private le ricerche.
